domenica 23 giugno 2013

Massacrati di notte

Alla fine in un paesucolo come Gela (quasi centomila abitanti privi di un cinema, di una stagione teatrale che non sia fatta di spettacolini da parrocchia, privi di garbo ed educazione ... e pure di un centro commerciale!) a che cosa avrebbe mai potuto ridursi «Letti di notte - Librai e lettori scatenati»?

Come prevedevasi, a una paratina (= piccola e meschina parata) di scrittorucoli i cui libretti parenti e amici acquistano per pietà e affetto (e anche per fare in modo che tali scrittorucoli si riprendano le spese sostenute per la pubblicazione), di pelosi declamatori sconclusionati che un giorno scoprono improvvisamente d'essere poeti e decidono, con inedita facciatosta, di diffondere i loro inutili versi (destinati a dissolversi nella putrida aria geloa al pari del gracchiare dei corvi che nei mesi scorsi hanno invaso i cieli del paese - sarà un segno?), di qualche chitarrista-cantante che così si guadagna il suo effimero momento di notorietà.

Si celebrano così i libri e la cultura? Quasi quasi rimpiango Baricco, Saviano, Benigni e i loro egotici spettacoli da baraccone.

Ivo Flavio Abela

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